Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Adesso c'è bisogno di silenzio, buon Natale!

In una notte del 24 dicembre di un po' più di duemila anni fa Dio si affacciò dal balcone della luna per sentire il polso al mondo e lo trovò piuttosto debole, spento, cereo. 

Dovunque trovava volti tristi, increspati, seri e stanchi. 

Poi improvvisamente toccò una casa dove dentro c'erano volti distesi colmi di sorrisi: un bambino avanzava i suoi primi passi nudi e, attorno a lui, tutti avevano sguardi pieni, ridevano. Gli sguardi erano pieni di quella promessa che è la vita per chi comincia a camminare.

Allora per la prima volta Dio, geloso, cedette ad una tentazione: volle diventare come quel bambino.

Anche lui mosse i suoi primi passi nudi sul pavimento di quel mondo così ruvido e lo cambiò in sorrisi, come solo i bambini riescono a fare.

Natale è insegnare a questo Dio, così follemente bisognoso dell'uomo, a camminare per le strade belle e feroci di questo mondo.

3 commenti:

  1. Grazie. Buon Natale.
    Raimondo

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  2. grazie Ale! si si, non parliamo troppo!

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  3. Grazie, fratellone per aiutarci a pensare :-)
    Auguri....Fabi

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