Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Pupi Avati premia i nativi digitali


Cosa ci fanno 200 ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado tutti seduti per terra in un’aula magna? Non è l’inizio di una freddura, anche se la risposta è da teatro dell’assurdo: partecipano ad un concorso cinematografico interno alla scuola. 
Una gita ben raccontata? Immagini eloquenti dell’esperienza? Pupi Avati premia una gita perché all’estero perché è stata raccontata…entrare nel mondo sconosciuto, quello di una destinazione annuale.

Alla scuola Iunior Interantional Institute di Roma sono stati realizzati  due cortometraggi tra gruppi di una III secondaria, alla guida della premiazione dei giovanissimi c’era il regista che ha assistito alla proiezione dei due video in gara insieme ad altri 200 giovanissimi (dai 6 ai 12 anni), gli alunni della scuola.

Pupi Avati prima di premiare i concorrenti, prende la parola e dice” mi complimento con chi ha realizzato questi
video, e mi ricordo quando avevo la vostra età molti anni fa, e penso se all’epoca avessimo avuto questa straordinaria opportunità”. Poi aggiunge: “fare cinema era molto difficile, e raccontare storie attraverso i film costava tantissimo…qua avete potuto girare con grande scioltezza e disinvoltura”.
Molti sorrisi sui volti dei giovanissimi della Iunior quando Pupi ha detto”Ritenetevi grati alle tecnologie, alla ricerca. Siete dei privilegiati. Mi auguro che qualcuno di voi possa continuare su questa strada nei prossimi anni, perché raccontare attraverso il cinema è una delle cose più belle che possa capitarvi nella vita”e la scuola è contenta di aver offerto questa opportunità dice il prof. Vicari, direttore della scuola. 
Il regista del film d'azione Frame:
Federico Marangi
Aristotele diceva che l’inizio della conoscenza è la meraviglia e che colui che ama i miti non fa altro che manifestare il suo desiderio di conoscere, perché il mito è pieno di cose meravigliose. Aristotele aveva ragione. A scuola, con questo concorso i ragazzi sono stati capaci di raccontare e raccontarsi, attraverso la loro storia di un’esperienza scolastica a Dublino, o meglio nella meraviglia di trovarsi a vivere in una qualunque città sconosciuta e proprio perché sconosciuta, in grado di meravigliare nell’età in cui stanno imparando a conoscersi. Proprio nell’età che si presta ad un’ apertura di cuore e mente al fascino del racconto, a meravigliare tutti con fame di meraviglia, la meraviglia dello strumento, la meraviglia della cità e la meraviglia di una richiesta scolastica appena poco fuori dell’”ordinario”.
Nella scuola italiana riempinziamo i ragazzi di nozioni, sacrificando la profondità al dio muto della quantità e ci perdiamo il bello, in cose come questa.


Harry Potter, Il Signore degli Anelli, Le cronache di Narnia
Il regista del docu-film Totally Random:
Andrea Viano
sono libri da migliaia di pagine che i giovanissimi divorano.

Noi leggiamo storie perché cerchiamo la nostra. Il pregio di queste saghe, è avere appassionato alla lettura milioni di persone, nutriti da una cultura fatta per lo più di immagini: leggono, si ispirano per mettersi in gioco con questa cultura per arricchire poi ognuno della creatività dell’altro.Bisogna aiutare i ragazzi a mettere in gioco la loro creatività, perchè poi rispondono: senza di essa una società non può essere veramente produttiva: la crisi economica in cui versiamo è la conseguenza della sostituzione della creatività (il raggiungimento di un bene che va a beneficio di tutti) con la furberia (il raggiungimento di un bene individuale che va a scapito degli altri). I ragazzi della iunior con i loro lavori hanno portato tutti a cercare un ritorno alla creatività (che richiede più tempo e sforzo ma ci regala la Sistina) e un abbandono della furberia, per essere meno furbastri e tutti un po' più "poetici" e quindi un po' più "produttivi".


Pubblicato su The Iunior Times

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