Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Pensieri accordati

L' esperienza di un mese in Inghilterra con ragazzi di scuole superiori mi ha portato a stare in contatto con loro e poter andare a fondo delle loro vite...
Da questa esperienza posso arrivare ad affermare tante cose, ma su una ci tengo a soffermarmi, motivo per cui sto scrivendo questo post: che il talento riguarda l’essere. E' un modo di stare al mondo e di relazionarsi con il mondo, gli altri, Dio. 

Tutte le volte che chiediamo ad una persona “chi sei?”, inevitabilmente ci parla del suo talento. Credo che nella scuola una parte considerevole dello sforzo educativo dovrebbe passare da questa domanda, per poi coltivare e proteggere quel desiderio, minacciato spesso dai copioni dettati dalle pretese certezze sul futuro, dalle aspettative familiari e culturali. Dimenticare il proprio talento è la vera minaccia alla nostra vita, perché è la vera minaccia alla nostra anima. Quando una persona parla del suo “talento” è capace di affascinare chiunque, perché è come una rosa fiorita: ti imbatti in lei e non puoi non guardarla.

Ogni ragazzo ha una vocazione: è chiamato a farsi carico della propria vita, così come è e come potrebbe essere. La vocazione è questo: accettazione del proprio compito nel mondo, a partire da ciò che non abbiamo scelto, arrivando a ciò che scegliamo.

Per questo amo dire che gli educatori sono pro-vocatori: gente che ti aiuta a sentirti chiamato alla vita. La tua.

Ma per pro-vocare bisogna essersi fatti carico della propria vocazione.

Ecco: arrivo al punto. Ogni ragazzo è tornato da questa esperienza, più "carico" e consapevole della sua vocazione (o per lo meno più consepevole). Ognuno sa che ha un seme che deve piantare e portare tanti frutti.
Stefano, un appasionato di musica, ha capito che la sua passione e conoscenza in questo settore, deve condividerle se vuole lasciare traccia. 
Ebbene, è nato "Pensieri Accordati". "La passione per la musica unisce i cuori. Questa è l'opera di un appassionato di musica, come ce ne sono tanti in giro. Come voi. Recensioni di album di artisti famosi e non. I miei Pensieri Accordati, che daranno modo di riflettere su come viviamo oggi la musica e su come la musica si presenta a noi. Un luogo dove consolidare, approfondire e ampliare questa passione".
Così dice l'intestazione di questo progetto, su quale sta investendo tutto se stesso, e mi auguro possa crescere e diventare qualcosa di grande...

Coraggio Stefano, faccio il tifo per te, e mi rallegra averti dato lo stimolo.

Ragazzi: prima viene la meraviglia, poi la conoscenza: lo diceva Aristotele.
Ma la meraviglia ha bisogno di testimoni. In Italia sono quasi un milione: la rivoluzione è dietro l’angolo. Basta saper patire e appassionare. Solo così sarete “cuori pensanti”.

Qui anche la pagina Fb di Pensieri Accordati

Nessun commento:

Posta un commento