Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Il nostro coding

Se siamo capaci di appassionarci nel coltivare una pianta, quanto più è possibile farlo anche con l’essere umano! Nella scuola di oggi serve un maggiore coinvolgimento dei ragazzi, che devono avere alcuni elementi comuni, forti, non opzionali. E credo che nella nuova iniziativa del “coding” ogni alunno possa diventare una storia che si compie.
Quanti dei vostri figli seguono corsi di danza, nuoto, lingua, teatro, chitarra, violino, pianoforte o sci… E giustamente: perché “se non imparano ora, non imparano più”. Però probabilmente molti di voi non hanno ancora preso in considerazione l’idea di iscrivere i vostri bambini a un corso di coding. Di che si tratta? Un codice informatico, la programmazione.

Secondo gli esperti si tratta di una materia necessaria per chi è nato in questo millennio: è infatti essenziale che le nuove generazioni siano in grado di affrontare la società del futuro non da consumatori passivi di tecnologie e servizi, ma da soggetti consapevoli e critici.Questo progetto innovativo viene ora introdotto nelle classi di Primaria Petranova International Institute e Iunior International Institute. Le alunne e gli alunni impareranno a «ragionare» come i computer. Anzi, a far ragionare i computer come i loro “colleghi” Americani e Inglesi. Il progetto è in collaborazione con Codemotion Kids, una palestra di tecnologia nata per avvicinare bambini e ragazzi all’informatica in modo creativo.
Imparare a programmare non serve solo a creare futuri programmatori, di cui pure c’è bisogno. Il salto di qualità si fa quando si inizia a pensare che il coding debba diventare materia di studio, e lo sta diventando un po’ in tutto il mondo. Barack Obama pochi mesi fa aveva esortato gli studenti americani: «Non comprate un nuovo videogioco, fatene uno. Non scaricate l’ultima app, disegnatela». In Italia, tra le linee guida del progetto del governo sulla «Buona Scuola» è citata anche l’«educazione al pensiero computazionale e al coding nella scuola italiana».
Programmare rende i ragazzi autonomi nell’ideazione e realizzazione di un progetto digitale; li porta ad essere soggetti attivi della produzione di un elaborato personale e a diventare consapevoli della tecnologia che utilizzano.I docenti che intervengono nelle classi sono esperti di tecnologia e hanno maturato una notevole esperienza nella didattica della programmazione. Il percorso di CodemotionKids prevede: sviluppo del pensiero logico e computazionale, scomposizione e risoluzione dei problemi, elaborazione grafica delle immagini e costruzione delle storie… divertendosi!

I laboratori stimolano in modo piacevole e coinvolgente la creatività, l’autonomia e il lavoro di gruppo dei ragazzi, rendendo significativo il percorso di apprendimento.

Alla fine della scuola i ragazzi dovrebbero essere in grado, non di usare un computer ma di produrre piccoli programmi come videogiochi o brevi sequenze, e scopriranno come si possa creare una storia animata multimediale e trasformare una sceneggiatura, un contenuto didattico o un racconto in una storia interattiva e ricca di elementi multimediali quali immagini e suoni, proprio sul modello di quanto avviene già in molte scuole straniere, soprattutto anglosassoni.
E’ un attuale obiettivo del Miur quello di far sì che nel corso dell’anno scolastico 2014/2015 ogni studente possa accedere almeno ad una lezione online di coding/programmazione. Ebbene, qui a Roma Iunior e Petranova hanno iniziato il progetto, con molta motivazione!

Pubblicato su The Iunior Times
su Petra news

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