Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Elogio delle Reactions

Da quando esistono gli sms (e ai tempi msn) ci siamo abituati ad affidare le nostre emozioni alle faccine o emoticons. Poi con l'arrivo di facebook questa pratica si è spenta. Bastava un semplice LIKE per comunicare qualcosa che...andava interpretato dal destinatario. Con l'arrivo di Whatsapp (che tra l'altro nelle ultime settimane ha aggiunto altre varie decine di emoticons) si è sentito il bisogno di tornare ad utilizzarle. Gli sms impoverivano il linguaggio e ci si limitava a faccine, oggi Whatsapp lo incrementa (il linguaggio scritto, ma...pian piano anche quello audio sta dando buone sorprese alla comunicazione...che comunque ha sempre bisogno della fisicità per essere autentico) per via dell'abolizione dei limiti dei caratteri e una buona faccina aiuta assai. I sentimenti per poterli riconoscere bisogna saperli nominare. L’uso della faccina ci dice una grande verità. Nella comunicazione non “fisica” di sms (e su Whatsapp) sentiamo il bisogno di recuperare il corpo e in particolare che parte del corpo? Il viso? Sì il viso. Perché? Perché il volto è il luogo in cui sono riconoscibili i sentimenti di una persona. Ma oramai c'è anche Facebook che ha introdotto in tutto il mondo dei nuovi tasti che si sono aggiunti al tradizionale “mi piace”: si chiamano Facebook Reactions (reazioni), e permettono di esprimere emozioni diverse dal semplice “apprezzamento” sui contenuti condivisi dalle pagine e degli utenti.
In tutto le Facebook Reactions sono 6: il tasto “mi piace” (che è rimasto), un cuore che esprime amore e quattro emoticon, che rappresentano una faccina divertita, una stupita, una triste e una arrabbiata. Per usarle bisogna spostare il puntatore del mouse sopra il tasto “mi piace”, e le Reactions appaiono poco più in alto.

Ci vorranno un paio di giorni, prima che la funzione sia disponibile per tutti su desktop e mobile browser, mentre su smartphone basterà aggiornare l’applicazione per Android e iOS.

In una società in cui le emozioni l'hanno vinta su tutto, il faccialibro imbrocca ancora una volta la strada che lo rilancerà ulteriormente.

Il tastino del mi piace era la risposta giusta ad un bisogno, le Reactions lo sono maggiormente in un periodo in cui forse è più richiesto. Si arrossisce in volto. Si sorride con il viso intero. Si piange con il volto. Insomma i sentimenti si dipingono sul volto. L’emoticon dimostra il bisogno che abbiamo di toccare l’anima altrui per poter comunicare davvero.

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