Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Si comincia da piccoli

L’adolescenza è l’età in cui si scopre, facendo l’adolescente fino in fondo, il fascino dell’età adulta. 
Ed ecco che sono proprio due adolescenti gli autori di questo video, terzo classificato di un concorso internazionale: raccontare l’Africa superando gli stereotipi più comuni, utilizzando il linguaggio e la forma del videoclip: con questo obiettivo, la giuria del Premio Internazionale Harambee “Comunicare l’Africa” ha decretato i vincitori dell’edizione 2013.

Nove contributi arrivati dall'Africa, da alcune città d'Italia, dalla Spagna, dal Kongo, Kenia..., ma Matteo Agostini (17 anni), con il supporto di Paolo Brescia (16 anni), hanno meritato il podio. Video premiato e apprezzato non tanto per le capacità tecniche, ma per l'incisività del messaggio e la buona idea di far leva sui giovani, speranza per il futuro. (presto pubblicherò anche la critica testuale)

Questo il LINK al comunicato stampa.

Il video di Matteo e Paolo

L'adolescenza non è più lo spazio e il tempo di papà e mamma, ma lo spazio e il tempo di uno spirito che esplode con il corpo e cerca il proprio spazio e il proprio tempo. 
Un proverbio ebraico dice che Dio ha creato l’uomo per sentirgli raccontare storie. Solo chi ha una storia può raccontarla. Il bambino racconta la storia di papà e mamma, l’adolescente la sua, la sua unicità da scoprire e incollarsi addosso.
Proprio per questo, a fine agosto di ritorno dalle vacanze (quando la fine dell'estate sembra porti in un tunnel buio lungo chilometri da percorrere), ho dato ai ragazzi la possibilità di partecipare a questo concorso con l'idea che il talento, la sensibilità e la capacità espressiva, vanno messi in gioco se si hanno. Il gioco è stato premiato con la vittoria.

L’adolescenza è l’entusiasmo del creare: si è stati creati, anzi pro-creati, e si comincia finalmente a voler creare. Anche i bambini sono creativi, è vero: disegnano, costruiscono, immaginano mondi tracciati anche solo con un dito agitato nell’aria. Ma il creare del bambino è ingenuo e spontaneo, non c’è un io che scopre sé stesso nel creare, ma si bea nel suo pensiero magico in cui non c’è separazione e tutto è dentro tutto. Il creare dell’adolescente è invece spinto da un io che vuole rivelarsi, l’io si separa e si scopre finalmente: solo. 

Così mi è venuta l'idea.

Una vittoria così desta gioia perché quando ormai nella società di oggi agli adolescenti gli abbiamo dato tutto e non hanno più fame, si assopisce l’essenza creativa del loro essere adolescenti. 

"L’adolescente va protetto da sé stesso e dal suo caos, al quale spesso soccombe, non soffocandolo, ma incanalando questa forza. Ogni creatore di bellezza lo sa, ogni lavoratore appassionato lo sa, ogni madre lo sa: il caos della vita è creatore, la potenza creatrice è caotica. Non basta controllare il cuore di una centrale nucleare con mura spesse e indistruttibili per evitarne lo scoppio, come purtroppo sappiamo. Perché una centrale non sia pericolosa deve funzionare ed erogare tutta la sua potenza al servizio della vita altrui". (A.D)

Prossimamente anche gli altri video vincitori e le interviste sulle tv italiane e spagnole fatte durante la premiazione...

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