Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Siamo in missione per conto di Dio

E' periodo in cui si sfornano libri, Pietro Vaghi,  Javier Martinez Brocalil mio (nostro), D'Avenia che ne prepara un altro...Speriamo vengano letti! E ora è di nuovo il turno di Pippo Corigliano con il suo quarto libro. Corigliano fa alcune riflessioni dando pienezza alla frase citazione "Siamo in missione per conto di Dio"del noto film dei Blues-brothers (pellicola amatissima dall'autore)"Non è possibile parlare del lavoro senza considerarlo in rapporto con le grandi domande di senso che si agitano nel cuore dell'uomo. Le risposte a queste domande caratterizzano il nostro stile di vita e, in particolare, il nostro modo di lavorare." In un mondo in cui l'ambizione e la competitività sembrano assurgere a valori supremi, e il lavoro è spesso considerato soltanto un mezzo per arricchirsi e fare carriera, la voce di Pippo Corigliano esce prepotentemente dal coro, suggerendo una chiave di lettura tanto inconsueta quanto profonda dell'attività professionale, un aspetto fondamentale nell'esistenza di ogni uomo: la vita ordinaria come scenario di una vita santa e il lavoro quotidiano come strada verso l'unione con Dio.
Esiste dunque un legame inscindibile tra le sfere della spiritualità e dell'agire pratico, un nesso che diventa evidente anche nell'atteggiamento con cui ciascuno di noi affronta le incombenze di ogni giorno: la capacità di svolgere con impegno e allegria i compiti che ci spettano, di ascoltare gli altri, di essere attenti ai loro bisogni dipende, sostiene Corigliano ispirandosi all'insegnamento di san Josemaría Escrivá, da ciò che abbiamo nel cuore e dalla consapevolezza che, con il nostro lavoro, stiamo collaborando alla grandiosa opera di Dio. Prenderne coscienza, coltivare la propria spiritualità, corroborarla con la preghiera e far sì che traspaia da ogni gesto è il primo, indispensabile passo verso quella «santità laica» di cui il mondo lamenta sempre più la mancanza.

L'obiettivo è arduo ma non irraggiungibile, come dimostra l'esperienza di molte persone di successo che l'autore ha conosciuto e frequentato e di cui tratteggia il profilo interiore in una prospettiva nuova e per tanti versi sorprendente. Il coraggio e la cultura di Ettore Bernabei, la creatività e la sensibilità umana di Leonardo Mondadori, la lealtà e l'acume di Indro Montanelli, il senso morale e il contatto con la natura di Susanna Tamaro, la ricchezza poetica di Alessandro D'Avenia, il buon umore e l'intelligenza di Costanza Miriano, la raffinata ricerca del bello di Paola Grossi Gondi – ma anche l'umiltà, la tenacia e la pazienza dei tanti che vivono la loro fede al di fuori della luce dei riflettori – sono la prova di come l'amore e la dedizione possano aiutare a «santificare il lavoro», a «santificarsi nel lavoro» e a «santificare gli altri con il proprio lavoro».

Senza dimenticare mai che l'uomo è poca cosa, ma Dio lo fa grande affidandogli la missione di realizzare il Suo disegno, con la docilità attiva di chi sa bene di dover far fruttare i talenti ricevuti, perché non sono suoi ma del Padre.

L'Italia si cambierà coi libri, ne sono sicuro. 
Vai Pippo!

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