Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

La vita è solo il quotidiano diario di una passeggiata

Papa Francesco il 19 marzo, festa di San Giuseppe, ha detto questo. Ha parlato del ruolo dell'educatore, e verso la fine ha detto le seguenti parole: Cari fratelli e sorelle, la missione di san Giuseppe è certamente unica e irripetibile, perché assolutamente unico è Gesù. E tuttavia, nel suo custodire Gesù, educandolo a crescere in età, sapienza e grazia, egli è modello per ogni educatore, in particolare per ogni padre. San Giuseppe è il modello dell’educatore e del papà, del padre. Affido dunque alla sua protezione tutti i genitori, i sacerdoti – che sono padri –, e coloro che hanno un compito educativo nella Chiesa e nella società.

Sono sempre più travolto dalla bellezza che vedo nel mio essere educatore, percepisco sempre più la paternità, l'essere padre e madre (per l'affetto e la premura) allo stesso tempo.
La figura di San Giuseppe mi aiuta.

Sorrido spesso quando noto che per i ragazzi (quelli più piccolini) noi siamo educatori prima che uomini e vederci con una lacrima o con la bocca sporca di sugo li proietta in un mondo meraviglioso in cui noi educatori siamo persone normali come loro.
Bisbigliano, sorridono, chiedono, rispondono. E la loro vita passa dentro la tua. E la tua dentro la loro. E non sai come, ma percepisci cosa è diventare padre. O madre.

Poi vedo alcuni loro fratellini e sorelline crescere, imparano a camminare: un cambio radicale nella loro incontenibile fame di esplorare il mondo e nell'apprensione degli adulti che cercano di tenerlo d'occhio.

Uno dei ragazzi di cui sono formatore sta rimparando a camminare dopo l'operazione alla gamba è costretto ad una riabilitazione quotidiana da alcuni mesi. Anche lui impara, reimpara, a camminare ed esplora e scopre le cose.

Allora concludo dicendo che per scoprire il mondo, le persone bisogna camminare, a qualsiasi età. Il nostro modo di camminare è una sintesi perfetta di come stiamo al mondo. (E' tutto dire, pensando a come cammino buffo).

Chi si accontenta di una sedia di fronte ad un pc (o un cellulare), del divano davanti alla tv, ne lascia le pagine bianche...

Nessun commento:

Posta un commento