Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Questione di inquadrature: così comprendi la vita altrui

L'adolescenza, la giovane età, è il periodo dell'esistenza in cui si sceglie ciò per cui vale la pena vivere! Tutti sono chiamati a qualcosa...e la realtà è la pietra di paragone per capire che limiti e che punti forza si hanno e quindi per scoprire per chi e cosa viviamo!
Convinto di ciò e per permettere questo i ragazzi devono imparare ad uscire un po' da loro stessi (estasi), altrimenti rimangono ristretti in quel giro di cose che danno solo conferme su ciò che non si sa e quindi non si scopre nulla di nuovo!
Cosa c'è di meglio di una visita a persone malate? Disagiate? L'esperienza mi dice che i ragazzi, dopo un primo tentennamento, reagiscono bene, sono contenti perchè si accorgono di rendere felici persone che sono meno fortunate di loro. Con la sola compagnia e dialogo, spesso non corrisposto per via della malattia. Regalare un sorriso a chi difficilmente lo ha fa andare in estasi...Andare in estasi è pericoloso!

Pensiamo a due innamorati: passano il tempo a guardarsi l'un l'altro, come inebetiti...Beh, la verità è che sono innamorati! Vivono in estasi! Si nutrono di guardare l'altro, perché l'altro li contiene!
Quindi ecco perché se non si ha l'estasi nel quotidiano, bisogna procurarselo artificialmente! Fin dove la vita non ti dice chi sei e cosa ci stai a fare, e sei chiuso nel mondo tuo con le tue cose, l'e(x)stasi te lo devi procurare...Ho esperienze di tanti ragazzi che trovano nella vita il vero estasi partendo da queste esperienze ed arrivano ad abbandonare l'altro exstasi: capiscono che bisogna essere alla ricerca di quell'io che ci è stato dato e tornare ad affascinarsi anche delle cose del quotidiano!

Dico sempre ai ragazzi che la vita è come un film... ognuno di noi vive il suo film ed è venuto su questa terra a raccontare la sua storia. E' una questione di inquadrature. Infatti se inquadri da lontano un uomo che per strada cammina e ad un tratto scivola e cade a terra, è divertente, viene da sorridere. Ma poi se ti avvicini, e zoommi, non è più divertente perchè si vede il dolore di una persona che si è fatta male, e magari si è fratturata qualcosa...
Per comprendere la propria vita e quella altrui viene richiesto sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura... Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci a sdrammatizzare e magari anche a riderne e a conservare un po' di buon umore.E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla, riflettere e andare a fondo...
Di eventi drammatici e tristi è piena la vita: vecchi, malati, persone sole, tristi… che aspettano me. Io posso veramente fare la differenza. Insegniamo questo ai ragazzi giovani, perché rispondo solo bene: ed arrivano a farsi le vere domande della vita. Provare per credere.

1 commento:

  1. Insegnare ad amare è il servizio più grande che possiamo fare ai giovani perché è il segreto della felicità e di una vita ben vissuta.

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