Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Una sbronza e via

Mezzo milione di giovani a rischio alcolismo. Un fenomeno che sfugge a genitori e istituzioni e che sta bruciando una generazione.

I giovani bevono. E questa non è una novità.Stando a contatto quotidianamente con gli adolescenti ne sento veramente tante! Inoltre i dati istat parlano chiaro.
Ultimamente però si è diffusa una sorta di gara tra chi beve di più, con una esposizione dei propri primati sui social network che fanno da incentivi e da moltiplicatori delle gare. Su facebook è di moda la nomination.

Vedondo questi video, conoscendo le vite di alcuni e…facendomi un'idea più sociologica del fenoemno su tantissimi giovani, mi domando: "Ma perchè bevono?" Credo che i giovani bevano per lo stesso motivo che porta altri a drogarsi, e l’alcol è la droga più economica e se vogliamo, la più socialmente accettata. E un quarto di questi rischia ogni weekend di saltare il fosso, sono ormai tante le storie di bevitori-ragazzini che affollano i centri alcologici italiani, il 17% delle intossicazioni etiliche registrate nei pronto soccorsi riguarda, addirittura, adolescenti tra i 13 e 16 anni.
Gli ultimi a rimetterci la vita sono stati i giocatori del “Neknominate”, il folle drink-game nato in Australia e viralizzato su Facebook, che consiste nello sfidare la morte affogandosi di birra, vino o liquori, e chi ce la fa passa il turno e indica un altro utente del social come prossimo giocatore. Chi spezza la catena viene ricoperto di insulti
Ovviamente ora tutto questo è sbarcato anche in Italia: le bacheche facebook sono invase da nomination di questo genere (si dice che un ragazzo è finito in coma ad Agrigento). Per fortuna c’è anche chi si ribella, come un diciassettenne romano che respingendo al mittente la sua “nomination” ha postato il suo ritratto accanto ad una bottiglia di latte. Ricevendo a sorpresa non pochi consensi su Facebook.

Alcuni dati Istat sul fenomeno
Ma dietro questi episodi estremi c’è il racconto di una gioventù “ebbra”.
Il bere smodato è un fenomeno a mio avviso molto sottovalutato in Italia, a partire dalle famiglie. 
Per non parlare delle ragazzine che mescolano sbronze e digiuno. Ne sento tante di ragazzi che vanno a feste e cene il sabato sera e si sono trovati sempre in situazioni molto spiacevoli. Amici e amiche chiusi nel bagno a gettare fuori tutto ciò che hanno bevuto, e…vederli lasciarsi andare a tutto! 

Inoltre ci sono studenti delle scuole medie che abitualmente, prima di entrare in classe, si fermano a bere qualcosa al bar di fronte. Come è possibile? Come mai chi vende loro quel bicchiere non viene fermato e multato? I giovani amano il rischio, si sa, la tecnologia amplifica le loro ritualità.

Eccola, allora, la movida alcolica, Ponte Milvio, zona Nord di Roma, piazza diventata celebre per i lucchetti dell’amore (poi rimossi) dei romanzi di Moccia. Alle due del mattino una folla di teeneger ubriachi vaga tra chioschi e bar accumulando birre e bicchierini di superalcolici (shortini). 
Le ragioni per cui tutto questo accade? Sono varie, credo: sicuramente un motivo è che ci si sente un po' annoiati da una vita che sembra priva di senso e quindi ecco che si cerca di trovare emozioni che non trovano nella routine della loro esistenza quotidiana, in quel mondo chiassoso delle discoteche, dove l’alcol facilita i processi di socializzazione (in una società che ne è carente), disinibisce la comunicazione, facilita i contatti, e...abbassa le difese. In discoteca si va in ora tarda, dopo aver già ingerito una buona dose di alcol nei bar, dove ci si trova per organizzare la serata. Ecco come si trascorrono i sabati sera: comincia la gara tra chi è più spiritoso, più disinvolto, più in vista, più disinibito, più audace.... Le ragazze non meno dei maschi, per avere una giustificazione dopo un incontro sessuale casuale e non programmato: “Ero ubriaca”. 
In fondo il sesso oggi non è più un tabù. Separato e scisso dal sentimento, il sesso è diventato puro piacere fisico.

Le ragioni culturali invece a mio parere preoccupano di più: credo che stiano nel fatto che i giovani oggi vivono sostanzialmente esclusi dal mondo sia lavorativo che sociale. E siccome di giorno nessuno li convoca, nessuno li chiama per nome, si creano un mondo di notte, tutto loro, per mettere in scena le forze della giovinezza che sono: il corpo, la bellezza (credo che l'oscar al film LA GRANDE BELLEZZA sia proprio un premio per un ideale che va su questa scia), la sessualità, l’eccesso, la sfida, la gara, per diventare protagonisti nel fine settimana, dal momento che durante la settimana vengono sostanzialmente ignorati o vissuti dalla nostra società più come un problema che come una risorsa. E siccome il mondo reale li ignora i giovani ne hanno creato uno virtuale, in cui trovano un riconoscimento di cui hanno un assoluto bisogno. 

I più stupiti di solito sono i genitori. Uno di quei cinquecentomila ragazzini italiani che nella deriva delle notti ubriache di milioni di adolescenti, perdono la testa e i confini della realtà.
Neknominate, eyeballing, binge drinking: il clamore delle sfide a base di liquori pesanti che portano vittime sui social network. E se i nomi di questi giochi pericolosi (versarsi vodka negli occhi, bere fino a stordirsi, filmare se stessi mentre si ingurgitano litri di birra) suonano ostili a chi ha più di vent’anni, attenzione perché dietro c’è molto altro. C’è la storia di come e quando, in meno di due decenni, le nordiche sbronze collettive del sabato sera abbiano conquistato i riti dei teenager italiani, facendo impennare i numeri di chi finisce nella vera e propria dipendenza.

Dallo sbarco pianificato dei micidiali “shortini”, cocktail dolci a pochi euro per bevute seriali che complice l’assenzio arrivano subito alla testa, il “binge drinking” coinvolge oggi oltre due milioni di giovanissimi tra i 16 e i 24 anni, soltanto per citare la fascia d’età più numerosa. 
Abbiamo trasformato il mondo degli adolescenti in una grande caccia. Non si parla piu' di storie, ma di vittime...

Cari ragazzi voi che siete nell'età magica dell'esistenza che serve a scoprire chi siete e che storia siete venuti a raccontare su questa terra, fatevi coraggio e cercate grandi ideali!
Sono stufo di questa società che vi esclude, perché così voi avete rinunciato alla ricerca. Noi grandi via aiutiamo a guidarvi per le tempeste della vita. Ma se non vi buttate in mare? Se state lì chiusi in camera? Se avete paura del futuro e prendete i vostri sogni a prestito dalla tv e dai giornali di moda come farete a trovare la vostra unica e insostituibile via che farà il mondo migliore grazie alla vostra presenza? Non rinunciate ai vostri sogni! Chiedete aiuto. Cercate. Mettetevi alla prova. La realtà è troppo bella per perderne il profumo per superficialità, indolenza o dando semplicemente la colpa a cause esterne, che saranno magari vere e reali, ma che ad un certo punto, se non le accettiamo, diventano una scusa, dal momento che il passato non lo possiamo cambiare. Coraggio. Coraggio. Coraggio. Quanto bellezza, quanto bene siete capaci di realizzare! Un passo alla volta, ma con un sogno grande nel cuore.

2 commenti:

  1. Sono d accordo, ma nell'articolo c'è il rischio di generalizzare la situazione. Un bicchiere di birra per rispondere alla ''nomination'' non mi sembra un atto sconsiderato. Sul resto pienamente d accordo.
    Paolo

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  2. Certamente.infatti nell'articolonon ho mai parlato di un bicchiere di birra...ho sollevato un problema maggiore, ovvero l'eccesso che ė molto evidente e comune tra giovanissimi!

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