Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato di dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze. (L.Tolstoj, Lettere)

Gli adolescenti e il sesso

E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa….”. (A. de Saint Exupery, “Il Piccolo Principe”)

Traggo spunto da queste parole (su ispirazione di Saverio Sgroi), perchè mi sembrano assai attuali. Responsabilità, cura, impegno, amore, fiducia: valori che hanno un ruolo centrale in qualsiasi relazione umana. Valori che sono fondamentali nell’educazione, perché ogni azione educativa si basa su una relazione tra due persone.

L’adolescenza è l’entusiasmo del creare. Si è stati creati, anzi pro-creati, e si comincia finalmente a voler creare. Anche i bambini sono creativi, è vero: disegnano, costruiscono, immaginano mondi tracciati anche solo con un dito agitato nell’aria. Ma il creare del bambino è ingenuo e spontaneo, non c’è un io che scopre sé stesso nel creare, ma si bea nel suo pensiero magico in cui non c’è separazione e tutto è dentro tutto. Il creare dell’adolescente è invece spinto da un io che vuole rivelarsi, l’io si separa e si scopre finalmente: solo.


Nell'era digitale, gli strumenti digitali sono ambienti, dove puoi trovare di tutto. Ambienti che entrano nella vita di tuo figlio anche se lui non li cerca. Ci vuole prudenza. Tutto passa attraverso le immagini. Indifferentemente dall'età dei figli, si assiste a una precocizzazione dei comportamenti, a un furto di infanzia e preadolescenza.  Le sfide che il mondo ci mette davanti sono sempre più impegnative ed a volte è difficile non lanciare un grido di allarme, come nel caso dei danni che i  giovani, sin dalla scuola elementare, rischiano di subire da un’ideologia che si scopre essere sempre più inquietante. Senza formazione e competenze specifiche la battaglia è persa in partenza. Per educare, oggi, non è più possibile affidarsi al solo buon senso. Bisogna studiare, formarsi, aggiornarsi. Il mondo cambia rapidamente e un educatore non può permettersi di rimanere indietro. Bisogna sapere che il tema della pornografia tra i giovanissimi è molto radicato: “Dobbiamo fare sì che i nostri figli facciano esperienza della realtà. Nostro figlio deve cioè sperimentare che fare un goal vero è più emozionante, ma più faticoso di farne uno sul videogioco, perché lui dovrà probabilmente ammettere di non essere il più bravo. Dobbiamo sempre ricordarci di fargli esercitare i cinque sensi, che sono fonte di tante informazioni e che fanno stare bene. Gli odori, i profumi, l'aria aperta, la fatica di camminare, la gioia di vedere. Altra cosa importantissima, che al pari di tutte quelle sopra descritte, deve essere esercitata fin dall'infanzia, nella prospettiva di gettare solide basi per una sana adolescenza, è l'educazione al bello, che ci servirà per far fronte, nel caso delle femmine, al problema della sessualizzazione ed erotizzazione precoce, e nel caso dei maschi, al problema della dipendenza dalla pornografia. Importantissimo diventa quindi il clima in cui crescono i figli. La buona educazione purtroppo è diventata un formalismo, ma non è così, essa è rispetto del proprio corpo, rispetto degli altri”. (M. Migliarese)

E…quindi sull’utilizzo del cellulare? Tutti i giovanissimi oggi hanno il cellulare con la connessione internet! Ma bisogna stare vigili, come? L'idea è quella di dare delle regole d'uso e dei controlli, e qualche volta, sempre alla luce del sole, parlandone apertamente con loro. Aiutarli a aprirsi sul tema, senza paura.

Pornografia per i maschi: è diventato un problema importantissimo. I preadolescenti cominciano a stare soli con strumenti pericolosissimi, che hanno un impatto sulla mente del preadolescente e creano una dipendenza devastante. Non bisogna preoccuparsi del "se" il preadolescente entrerà in contatto con tali strumenti. L'unico problema è "quando", perché il fatto che ci entreranno in contatto è sicuro.
La figura del Padre per i giovani è importante ancora di più per i maschi.
Per il maschio, inoltre, la mamma è anche una donna, a cui egli non può chiedere chiarimenti sul sesso, mentre col papà spesso non c'è confidenza, spesso sottovalutano. Essi devono parlare coi figli del fatto che la pornografia è una tentazione, devono dirselo, devono allearsi coi figli su questo fronte che è comune, e bisogna parlarne per tempo, per non farlo diventare una dipendenza patologica.

Un consiglio che mi sento di dare è quello di creare il più possibile delle reti di amicizie con famiglie con figli come la propria, può servire per far fronte a questi problemi e non lasciare mai soli i figli preadolescenti. 

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