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Ciò che inferno non è

Il nuovo romanzo (il III) di Alessandro D'Avenia, in uscita il prossimo 28 ottobre 2014: Ciò che inferno non è.
Un romanzo ambientato nell’anno che va dal 1992 al 1993, quello che ha visto protagonista la "Palermo delle stragi" e che ha visto cadere uno dopo l’altro Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e padre Puglisi che era l' insegnante di religione del liceo dell'autore e di cui porta "ancora il sorriso nel cuore", dice in alcune interviste. D'Avenia ha raccolto la sfida che la vita gli aveva lanciato: raccontare quegli anni terribili con gli occhi vergini di un giovane ragazzo appena adolescente.
Ciò che inferno non è: l’intenzione è raccontare l'inferno di quegli anni in cui al contempo, emergono fortissimi bagliori di salvezza, paradiso”.

La scuola sta per finire: un gruppo di liceali palermitani sta festeggiando in piscina, quando dalla tv giungono le immagini della strage di Capaci. 
Federico è uno di quei ragazzi. Porta il nome di un sovrano antico, e come lui ama la letteratura e la sua terra. 
Mesi dopo, alla fine di un nuovo anno scolastico, proprio mentre si prepara ad andare a Oxford per un mese di studio, Federico incontra "3P", il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome intero è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l'invito ad andare a Brancaccio a dargli una mano con i bambini del centro Padre Nostro. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che porta a Brancaccio, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita, quella vera. Quella sera tornerà a casa senza bici - gliela rubano -, con il labbro spaccato da un pugno e con la sensazione di dover ricominciare da capo: dal buio dei vicoli, dalle vite spesso disperate e sempre durissime di Francesco, Maria, Dario e tanti altri; ma anche da Lucia, ragazza dagli occhi pieni di coraggio e limpidezza... Fino al 15 settembre 1993: il giorno del cinquantaseiesimo compleanno di padre Pino, lo stesso in cui viene ucciso. Il giorno in cui la bellezza e la speranza per Palermo restano affidate per sempre alle sue mani di ragazzo.


E...ora siamo tutti pronti per vedere cosa ci regala il nostro D'Avenia, che proprio pochi giorni fa è rientrato in cima alle classifiche italiane.

Commenti

  1. Sono capitata per caso sul tuo blog e devo constatare la squisita fattura degli interventi. Non potevo non commentare sotto il post a uno dei scrittori che più adoro. Sopratutto se poi D'Avenia rende Palermo protagonista del nuovo libro. (E beh..da siciliana devi concedermi questo mio campanilismo xD). Non vedo l'ora di avere questo libro tra le mani, per tuffarmi nei vicoli di carta e inchiostro palermitani. :-) Giada

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